La mozione degli Infermieri al Sanit 2009

mercoledì, 24 giugno 2009 @ 19:26

(La seguente mozione, esprime attraverso la voce del Presidente del Collegio Ipasvi di Roma, Gennaro Rocco, la volontà degli oltre 27mila infermieri romani.)

Gli infermieri del Collegio di Roma il 23 giugno 2009, in occasione del Sanit 2009:

Ribadiscono di essere professionisti della salute e dell’assistenza, in quanto detentori di competenze proprie, di un sapere disciplinare specifico e di un Codice deontologico a cui riferirsi nell’esercizio della loro attività professionale in tutti gli ambiti e in tutte le situazioni;

Rivendicano la piena autonomia, specificità e responsabilità delle loro attività, nonché dei processi formativi finalizzati a trasmettere le Scienze infermieristiche alle nuove generazioni di professionisti, oggi coerentemente collocati nell’Università;

Riaffermano la necessità della piena titolarità della docenza infermieristica e della valorizzazione dei docenti e tutor infermieristici per formare infermieri con elevate competenze nella pratica clinico-assistenziale, nella ricerca e nell’organizzazione;

Sottolineano la necessità di incidere sulla programmazione universitaria in ragione della strutturale carenza di personale infermieristico, che da anni si registra nel nostro Paese, e di incrementare di conseguenza le risorse e il numero dei docenti infermieri necessari a gestire corsi con standard di qualità formativa adeguati;

Si impegnano a migliorare costantemente la relazione con l’assistito al fine di garantire, anche in situazioni di difficoltà, risposte peculiari, appropriate e pertinenti alle esigenze di cura e ai bisogni di assistenza della cittadinanza;

Sollecitano a tal fine una valorizzazione delle carriere legate alla clinica e il riconoscimento a tutto tondo del ruolo della professione infermieristica a sostegno delle politiche governative e regionali che oggi puntano alla razionalizzazione delle risorse sulla base di una nuova definizione di “governo clinico e assistenziale”e della “continuità assistenziale”.

Prendono quindi atto con soddisfazione delle significative affermazioni e degli impegni che il Viceministro Ferruccio Fazio, intervenuto all’assise romana, ha espresso in relazione:

  • al mantenimento del Settore scientifico disciplinare Med45, alla luce “del ruolo sempre più centrale e costruttivo che gli infermieri rivestono nel panorama del Ssn e del sistema universitario”;
  • all’istituzione di un’area funzionale di docenza e ricerca comprensiva di tutte le funzioni attinenti alle attività dei corsi universitari delle professioni infermieristiche relative sia al tirocinio, sia alla docenza degli insegnamenti teorici;
  • al futuro inquadramento e alla stabilizzazione nel ruolo di professori dei docenti infermieri attualmente “prestati” agli Atenei dal Ssn, secondo una precisa regolamentazione da concordare tra Regioni e Università;
  • al rapido inserimento dei docenti stabilizzati nella vita delle Facoltà di Medicina “con dignità pari a quella dei professori associati e ordinari”;
  • alla valorizzazione in ogni struttura del sistema sanitario italiano “della capacità di governo che gli infermieri hanno sviluppato in questi anni”;
  • alla valorizzazione della figura dell’infermiere sul territorio e, in particolare, al suo inserimento nella rete delle farmacie per un completamento ed arricchimento dell’offerta sanitaria infermieristica in favore della cittadinanza;
  • alla regolamentazione della libera professione infermieristica intramuraria in anologia e con “la stessa libertà di azione riservata ai medici”;
  • al rapido riconoscimento anche formale dell’Ordine degli Infermieri, per la posizione di leadership che questa professione ha assunto rispetto alle altre “anche in virtù del Codice recentemente rinnovato”.

Sottolineano in particolare la rilevanza della posizione assunta dal Viceministro Fazio in relazione alle ventilate notizie circa il coinvolgimento dell’area infermieristica nell’ambito delle operazioni di riduzione dell’attuale numero di corsi di laurea, così come contemplato dal Decreto legge 180 di riforma dell’Università.

Gli infermieri e i loro organismi di rappresentanza ribadiscono con forza che sopprimere o accorpare ad altri settori disciplinari il Med45 (questa la sigla che indica il settore delle “Scienze Infermieristiche Generali Cliniche e Pediatriche”) non solo rappresenterebbe un vero e proprio scippo ai danni della professione infermieristica, compromettendo la prospettiva di costruire nel tempo una propria autorevole nuova classe di Docenti infermieri, come avviene nella maggior parte degli altri Paesi europei, ma costituirebbe soprattutto un grave danno per l’intero Sistema sanitario italiano privandolo, di fatto, della possibilità di contare su professionisti di qualità.

Il Presidente del Collegio Ipasvi di Roma
Gennaro Rocco

Roma, 23 giugno 2009

fonte: http://www.ipasvi.roma.it/ita/article.php?story=20090625072634395

Belgio: conquistata anche la specializzazione infermieristica in oncologia

Non appena il nuovo ministro della sanità, l’on. Onkelinx, ha parlato di sviluppare un piano d’azione contro il cancro, il CNAI ha preso la palla al balzo suggerendogli la specializzazione infermieristica in oncologia. L’accordo sarà ratificato il 31 marzo in occasione di un incontro pubblico.

La specializzazione post laurea vanterà di 900 ore, metà per la teoria e metà per la pratica, di cui almeno un quarto svolto in servizi specializzati oncologici, e di almeno 2 giornate annue per mantenersi aggiornati sulla tematica. Gli infermieri che già lavorano in oncologia, avranno misure transitorie per rendere equipollente il titolo, con una formazione di 150 ore.

In Belgio son già riconosciute 17 specialità, con decreto 27 settembre 2006 a firma del ministro R. Demotte:

1. Pediatria e Neonatologia

2. Salute mentale

3. Socio-sanitario

4. Medicina geriatrica

5. Terapia intensiva ed emergenza

6. Oncologia

7. Immagini mediche

8. Stomia e cura delle ferite

9. Di sala operatoria

10. Perfusionista

11. Anestesia

e i seguenti dottorandi:

12. Psichiatria specialistica

13. Geriatria specialistica

14. Specialista delle piaghe

15. Cure palliative

16. Infermiere Diabetologo

17. Specialista antalgico

Il sindacato chiede un riconoscimento economico tra il 5 ed il 10% ai possessori di tali titoli.

Tratto da: http://www.nursind.it

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New Degree Creates Doctor Nurses — And Confusion

Sinceramente non mi ero mai posto il problema, perchè non lo vedevo un problema. Poi ho letto l’articolo tratto da www.npr.org di Sally Herships. 

Lo rileggo e penso sia giusto riportarlo… 

Considerandolo però, un puro e solo problema di “Titolo”.

No one wants to badmouth Florence Nightingale, but a new degree for nurses is causing bad blood between doctors and their longtime colleagues. The program confers the title of doctor on nurses, but some in the medical profession say only physicians should call themselves “doctor.”

Dr. Steven Knope is a family practitioner in Tucson, Ariz. “If you’re on an airline,” he jokes, “and a poet with a Ph.D. is there and somebody has a heart attack, and they say ‘Is there a doctor in the house?’ — should the poet stand up?” Knope laughs. “Of course not.”

Physicians such as Knope say the title of doctor implies a certain amount of training, hours in medical school that nurses just don’t have. Dr. Ted Epperly, president of the American Association of Family Practitioners, says that while doctors place a high value on nurses, sharing the same title could confuse — and even harm — patients.

“I can just imagine a patient of mine walking into my exam room and saying, ‘Now Dr. Smith, are you a doctor doctor, or are you a doctor nurse?’”

“I am a doctorally prepared nurse,” says doctor nurse Ray Scarpa. A doctor, he says, “is a doctorally prepared physician.”

Scarpa works in the department of surgery at University Hospital in New Jersey. “I am not here to practice medicine, I am here to practice nursing,” he says. “And I practice it at an advanced level, and I have earned the right to be called doctor.”

For nursing students who begin right after college, it can take about six years to get the degree. While there is some overlap in knowledge, Scarpa says, doctors diagnose and treat while nurses have a wider focus including family, support and community.

Doctors Feel Threatened

The doctoral program for nurses is offered at more than 200 schools and began at the Columbia University School of Nursing. Dean Mary Mundinger says the tension is more about turf than patient confusion.

“It’s about status,” Mundinger says. “It’s about ego, it’s about presence. It’s about standing in their community.”

Here’s where physicians and the new doctor nurses agree: Both groups say physicians feel threatened. They see the new breed of nurses as an invasion of their turf.

Fourth-year medical student Janet Pullockaran at University Hospital’s emergency room understands the threat. “With all these new people — physician assistants, nurse practitioners coming into the field — maybe our training won’t lead to a secure position in the future,” she says.

A Role Doctors Can’t Fill

But there’s a shortage of primary caregivers, and it’s possible the new nurses will help fill the void.

Louis Boeckel has throat cancer. He faces people in white coats day in and day out. He just had a tracheotomy and can’t talk, so he writes notes on a pad for his wife, Carol, to read. When asked if he’s worried about mixing up his physician with his nurse, Ray Scarpa, Boeckel writes, “Best doctor.”

Boeckel’s wife says they are concerned about who’s providing their care, but to them, the title of doctor for their nurse just means he’s that much more qualified.

“We view him as a doctor, because he does come and take care of all [Louis'] immediate needs as any doctor would do,” she says.

The first exam to certify the doctor nurses was given in November. It’s a modified version of a test given to physicians. The next test is scheduled for October, but some physicians are trying to prevent the National Board of Medical Examiners and the American Board of Comprehensive Care from administering it.

Articolo tratto da www.npr.org di Sally Herships

Il pensiero…

25 gennaio 2009 Valerio Bagattoni Commenti chiusi

Il pensiero è il fiore, il linguaggio il boccio, l’azione il frutto dietro di esso

Il pensiero è l’attività della mente, un processo che si esplica nella formazione dei concetti, della coscienza, delle idee, dell’immaginazione, dei desideri, di ogni raffigurazione del mondo. Il pensiero può essere sia conscio che inconscio.

Tratto da www.wikipedia.org

pensatore in legno...
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Patologia generale: appunti

Infermieristica clinica: appunti

Infermieristica clinica: appunti

Appunti di esami di laboratorio

Fisica medica: appunti

Fisica medica: appunti

Appunti di fisica medica

Parodie –> I film porno d’autore…

20 novembre 2007 Valerio Bagattoni 9 commenti

Ecco un elenco dei migliori titoli/parodie che hanno dato il via a numerosi film porno.

Michelle Ferrari

A questo punto scatta il concorso. Bisogna trovare il titolo mancante, postare e allungare la lista più che si può. Vediamo a che quota riusciamo ad arrivare.

Per andare avanti nell’elenco e per vederlo integralmente fare click su “continue reading” qui sotto. Alla fine dell’elenco ci sarà il modulo per poter inserire il/i titolo/i mancante/i ed inviarlo/i.

  • 007 e i servizietti segreti
  • 00tette, la spia che mi chiavava
  • 10.000 seghe sotto i mari
  • 2002 Odissea nello schizzo
  • 4 matrimoni e un foro anale
  • 7 ani in tibet

Prosegui la lettura…

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N&A: Importanza dei gruppi e dei team di lavoro, Valerio Bagattoni

L’importanza dei gruppi e dei team di lavoro è stata evidenziata da molteplici studi, sviluppatisi sia nel campo delle discipline relazionali di quotidianità, sia inerenti a contesti specifici, come possono essere quello di chi opera in emergenza, di chi presta servizio nella pubblica sicurezza, chi presta servizio in contesti ad alto rischio, nel quale è indispensabile potersi fidare di qualcuno.

Lavoro di squadra, affiatamento, sinergia naturale, fiducia: sono alcuni tra i tanti aspetti che devono maturare tra i membri del gruppo, impegnati al fine di portare a compimento un obiettivo comune.

Quello che è stato evidenziato da numerose ricerche in ambito psicologico e sociologico è proprio l’importanza del team, non tanto come ripartizione di incarichi e ruoli, che rappresenta parallelamente una importanza tecnica, ma anche e soprattutto la fiducia di carattere umano, di tranquillità, di cooperazione, di intesa, che rappresenta una importanza psicologica.

Quanti, che svolgono attività in team, come possono essere medici, infermieri, volontari, poliziotti, vigili del fuoco, fingono “indifferenza” alla disposizione degli equipaggi nella turnazione di servizio? Quanti preferirebbero svolgere il turno di lavoro, sia esso in auto medica, in ambulanza, in volante o in uscita, sempre con le stesse persone, non per egoismo o disprezzo nei confronti di altri, ma proprio perché con qualcuno si è creato un legame, una intesa che molto spesso va al di la della basilare preparazione pratica e nozionistica?

Le numerose esperienze che mi hanno coinvolto come Volontario del Soccorso della Croce Rossa Italiana nell’espletamento dei servizi di emergenza territoriale a Reggio Emilia, hanno palesato in modo inequivocabile quanto l’equipaggio e dunque in team di lavoro svolga un ruolo cruciale, decisivo e a volte fondamentale, nel modus operandi della gestione e riuscita efficace dell’intervento.

Copertina N&A Luglio 2007

L’importanza dei gruppi e del team di lavoro

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Voglio Volere - Luciano Ligabue

 

Voglio un mondo comico
voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo
che qualcuno s’affacci a rispondere
voglio svegliarmi quando voglio
da tutti i miei sogni
voglio trovarti sempre qui
ogni volta che io ne ho bisogno

voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio il tempo libero
si ma libero proprio ogni attimo
e alzare il minimo
con la vita che mi fa il solletico
voglio restare sempre sveglio
con tutti i miei sogni
voglio tornare vergine
ogni volta che io ce n’ho voglia

voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio volere
io voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho
voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può
voglio un mondo comico
che se ne frega se sembra ridicolo
un mondo facile
che paga lui e vuole fare lo splendido
voglio non dire mai “è tardi”
oppure “peccato”
voglio che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato

voglio volere tutto cosi
voglio riuscire a non crescere
voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me
per me

voglio volere
io voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho
voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può

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